Su una montagna dell’appennino Alessandrino, alcuni proprietari terrieri del luogo, preso atto dell’abbandono sociale, culturale e ambientale in cui versava il proprio territorio, hanno deciso di occuparsi in prima persona della gestione delle terre dimenticate e delle abbondanti ma sottovalutate risorse. Da qui l’idea di riunire tutti i proprietari in un’unica Associazione Fondiaria con l’obiettivo di sviluppare progetti collettivi di recupero e valorizzazione, essendo consapevoli che è sulla terra che si costruisce tutto.

Ringraziamo tutti i proprietari che hanno manifestato fiducia e dato speranze a questo sogno, affidando le loro terre all’Associazione.

I nostri intenti  sono pienamente descritti nel Manifesto dell’iniziativa di Slow food, “L’Appenino che verrà”.

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